Dragons of Etchinstone - Recensione
Di Danilo Spinella • Lettura di 4 minuti •
Tabella dei Contenuti
Panoramica
Dragons of Etchinstone è un gioco in solitario che
ci mette alla prova contro un'orda di nemici sempre più forti, mentre il
nostro mago viaggia per sentieri impervii e pericolosi verso un obiettivo preciso:
affrontare uno dei draghi di Etchinstone, boss finale di ogni partita.
Il sistema di gioco ruota attorno a quattro carte in mano, da attivare con cura
per sfruttare al meglio le magie a nostra disposizione.
Pubblicato nel 2022 e inizialmente disponibile solo in formato Print & Play, Dragons of Etchinstone ha ricevuto lo scorso anno una nuova edizione a cura di Chip Theory Games, supportata da una campagna su Gamefound. La nuova edizione non tocca nulla del gameplay originale, ma porta con sé una veste grafica rinnovata e di grande impatto, che ha permesso al gioco di raggiungere un pubblico molto più ampio. Ed è proprio questa edizione che recensiremo oggi.
Dragons of Etchinstone fa parte della categoria microgiochi: si tratta di giochi composti interamente da poche carte, solitamente 18, e quindi facilmente stampabili a casa. Tra i più famosi e anche quelli più commercializzati, ci sono i giochi della Button Shy Games.
Gameplay
Le regole non saranno spiegate per intero per rendere più breve la recensione. Se volete imparare le regole prima di continuare, potete usare il regolamento, il video tutorial ufficiale, o il tutorial interattivo su Dized.
Il flusso di gioco di Dragons of Etchinstone è molto lineare: ogni turno ci vedrà di fronte a un nemico o a un viaggio da affrontare. La scelta tra i due è determinata dalla prima carta del mazzo, chiamata chiave, e dalla regione in cui ci troviamo. Poiché peschiamo 3 o 4 carte ogni turno, la prima carta del mazzo sarà sempre diversa, e con essa la sfida da affrontare; ci saranno partite con più viaggi che nemici, e viceversa, il che rende importante avere un mazzo capace di affrontare entrambe le sfide, che avranno una difficoltà crescente durante la partita. Ogni nemico o viaggio può avere i suoi modificatori, e anche la chiave può aggiungerne di suoi, sempre negativi.

Parliamo del punto centrale del gioco: le carte. Ad ogni sfida, avremo 4 o meno carte che possiamo usare per attivare le nostre magie. Ogni carta è densa di informazioni: a partire dal livello (che va da 1 a 4), dalla magia (stivale per i viaggi e spada per i mostri), all'elemento e al boost, per finire con lo scudo. Questa quantità di informazioni può risultare eccessiva per la prima partita, ma rispecchia lo spirito di Dragons of Etchinstone, che è un gioco che con sole 20 carte ci presenta davanti tantissime scelte ogni turno. Quale carta assegniamo come magia? Quale assegniamo come elemento? Se metto questa carta qui, riesco ad avere abbastanza iniziativa per evitare l'attacco del mostro, ma non riesco ad avere una vittoria con successo. Ma se invece fondo queste due carte, riesco ad attivare l'attacco potenziato, ma a quel punto il mio boost è più piccolo di un singolo valore e ho una carta in meno da usare. Solitamente avere 3 carte in mano significa non assegnare nessuna carta di riserva, e quindi in questo caso, scartare una carta in più.
La quantità di scelte che abbiamo ogni turno è il punto forte del gioco: per esempio, se siamo in grado di superare una sfida con successo, possiamo scegliere se saltarla scartando una carta dalla mano e una dal mazzo, rischiando però di affrontare una sfida simile con una carta in meno in mano. Come dicevamo prima, anche quale ruolo assegnare alle carte è molto importante, così come la scelta di distribuire i danni alla fine di un combattimento, poiché qualche volta aggiungeremo modificatori dove prima non ce n'erano, le carte avranno valori più bassi, e lo scudo potrebbe non avere più nessun elemento (gli scudi con un elemento parano il doppio dei danni del rispettivo elemento). Per finire, potremo potenziare le nostre magie con i punti esperienza che abbiamo appena guadagnato, e valgono le stesse considerazioni per la distribuzione dei danni, solo al contrario. Affrontando ben 4 regioni ogni partita, avremo un senso di progressione sia di difficoltà che della forza del nostro mazzo, seppur non eccessivo.
Per finire, ogni partita culmina con lo scontro finale con il drago che abbiamo scelto durante il setup. Questa sfida funziona in maniera leggermente diversa rispetto a quelle affrontate durante la partita: useremo prima 7 carte per percorrere l'ultimo viaggio, e poi tutte le carte rimaste per affrontare il drago. Queste due sfide riescono nel loro intento, sono più epiche e ci daranno tanto filo da torcere; inoltre saranno più o meno difficili in base a quanto e come avremo potenziato il nostro mazzo, rispecchiando le scelte fatte durante la partita. Dovendo comporre due set per ciascuna delle due sfide finali, questa è la parte più lunga e più soggetta a paralisi da analisi, ma anche la più gratificante.
Usare la coppia regione e carta chiave permette di avere partite molto diverse e variegate. Tuttavia, sarebbe stato molto gradito avere un secondo set di regioni per aumentare la rigiocabilità (cosa che comunque troviamo nell'espansione Northvale ). I modificatori sono 10, tra modificatori sulla chiave, nei mostri e nei viaggi, che sono un discreto numero per non trovare gli stessi tra le varie partite. Per il drago finale, Dragons of Etchinstone ne fornisce quattro, uno per ogni elemento. Purtroppo non c'è modo di aggiustare la difficoltà, se non quello di partire con carte di livello più basso, e questo potrebbe essere una grossa pecca, considerando anche che le carte saranno le stesse durante tutte le partite: il gioco sembrerebbe avere una durata limitata. A salvare la situazione arrivano le due varianti, la Challenge Mode e l'Avventura Cooperativa, entrambe con diverse regole alternative tra cui potete scegliere, e basterebbero solo loro a rendere il gioco molto più longevo. Se aggiungiamo le due espansioni Northvale e Siege e le due varianti Avventura e Cooperativa minimalista che richiedono l'espansione Northvale, il gioco diventa pressoché infinito.
Per quanto riguarda il bilanciamento, si vede come Joe abbia lavorato sui numeri per far quadrare tutto e ottenere la giusta difficoltà: molte volte ci troveremo di fronte a una sfida che non riusciamo a superare per un singolo valore mancante, si tratta di una delle parti più riuscite del gioco, quella che ci costringe a ragionare e a cercare una via d'uscita anche quando i conti non tornano.
Produzione & Grafica
Attenzione però che diversi possessori della prima stampa hanno segnalato che le carte si danneggiano già dopo un paio di partite: si consiglia di usare le bustine protettive.
Per quanto riguarda la parte grafica, l'artista Federico Pompili ha dato il meglio di sé sui draghi e sui mostri, riuscendo a trasmettere l'atmosfera minacciosa delle regioni di Vale con grande efficacia. D'altra parte, tutte le carte magia, ovvero il nostro deck, condividono lo stesso artwork: il mago che impersoniamo durante la partita. Per aggiungere un po' di differenziazione sono stati introdotti effetti visivi diversi in base all'elemento, con un effetto foil che le rende decisamente belle da vedere. Anche la scatola è molto compatta e contiene tutte le carte del gioco anche imbustate, sebbene non lasci spazio alle espansioni con le bustine.
Sul fronte del design delle carte, riuscire a comprimere tante informazioni in così poco spazio mantenendo tutto leggibile non deve essere stato semplice, eppure il risultato è convincente, complice l'assenza totale di testo sulle carte stesse.
Durante la campagna è uscita una versione PnP gratuita di Dragons of Etchinstone chiamata Felines of Fetchin' Bone, in cui l'artwork originale è sostituito dalle foto dei gatti inviati dai backer della campagna Gamefound. Trovate informazioni e link nel post della campagna.
Esiste anche una versione non ufficiale a tema Pokémon: Legends of Kanto, disponibile gratuitamente come PnP.
Conclusione
Il designer Joe Klipfel ci è riuscito di nuovo: in una manciata di carte ha creato un gioco che non ha nulla da invidiare ad altri titoli ben più grandi o complessi. Dragons of Etchinstone è molto curato sotto ogni aspetto, dal flusso di gioco lineare al bilanciamento, fino alla grafica e alle modalità alternative. Se cercate un gioco piccolo ed economico che vi tenga occupati a lungo e soprattutto vi faccia spremere le meningi, questo è il gioco per voi. Attenzione però: è un titolo pieno di numeri, e questo potrebbe far storcere il naso a qualcuno. Inoltre, non si vince o si perde, ma si deve solo battere il proprio record, il che potrebbe togliere rigiocabilità alla modalità standard e non piacere ad alcuni giocatori.
Voto finale: 7.5
Giochi simili
Trovare giochi simili a Dragons of Etchinstone è molto difficile, però tra i vari giochi pubblicati da Joe troviamo anche Gloomhaven: Buttons & Bugs , un altro gioco molto piccolo che in 20 minuti restituisce un'esperienza simile, seppur diluita, del fratello maggiore Gloomhaven.
Durante la campagna è uscita una versione PnP gratuita di Dragons of Etchinstone
chiamata Felines of Fetchin' Bone, in cui l'artwork originale è sostituito
dalle foto dei gatti inviati dai backer della campagna Gamefound. Trovate
informazioni e link nel